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DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO FESTIL – FESTIVAL DEL LITORALE 25 giugno ore 21.00 Corte Marco D’Aviano, Gradisca d’Isonzo (Go) in caso di pioggia Sala Bergamas info e prenotazioni: Donne che cambiano il mondo | Tinaos Associazione Culturale racconti e musica Aida Talliente Non temo la morte. Malalai Joya Un mondo migliore è possibile grazie alle donne. |
| CANTO PER LE MONTAGNE D’ASIO
20 giugno ore 21.00 Chiesa di San Giuseppe ai Frati, Spilimbergo (Pn) info e prenotazioni: ingresso libero fino a esaurimento posti |
Un suggestivo progetto narrativo e musicale dedicato alla storia di uno dei luoghi più evocativi del Friuli: le Montagne d’Asio. I paesaggi, le genti, le storie di quei paesi sperduti vi conduranno dentro un’atmosfera sognante.
13 luglio ore 20.45ore 18.30 incontro con le Associazioni “La casa delle donne” e “Arci Lecce” , Tagliatelle – Stazione Ninfeo (Lecce)info e prenotazioni: Donne che cambiano il mondo – Tagliatelle Stazione Ninfeo – Lecce – Biglietti (diyticket.it) racconti e musica Aida Talliente Non temo la morte. Malalai Joya Un mondo migliore è possibile grazie alle donne. |
| GENESI
9 giugno ore 20.45 Basilica di Aquileia (Ud) FVG Orchestra e Coro polifonico di Ruda solisti voce narrante Aida Talliente Il cartellone 2025 della stagione “Concerti in Basilica” si aprirà lunedì 9 giugno con un concerto straordinario che vedrà insieme la FVG Orchestra e il Coro Polifonico di Ruda, con musiche di Johannes Brahms e dei friulani Alessio Domini e Renato Miani. Di quest’ultimo, orchestra e coro proporranno in prima esecuzione assoluta il quadro dedicato ad Aquileia di Genesi, l’opera composta per onorare la storia delle città Unesco della Regione. Programma Alessio Domini Johannes Brahms Johannes Brahms |
Renato Miani
Genesi – I quadro Aquileia –
(per coro maschile, voce, voce recitante e orchestra)
Aida Talliente, voce narrante
Elsa Martin, voce
Nel segno di Giona
Pluvia celestis
Bassilla di Aquileia
Il svual di Bassilla
Cum Rex gloriae
diretto da Davide Iodice
con la collaborazione di Aida Talliente e Chiara Alborino
Questo laboratorio è il primo passo per la selezione di un team che affiancherà il regista nella creazione di un’opera teatrale site-specific che debutterà nell’edizione 2026 della Biennale Teatro.
È indetta una selezione per i partecipanti al laboratorio.
Il progetto “L’Enciclopedia delle Emozioni” è un ciclo di laboratori modulari condotti da Davide Iodice che nasce nell’immediato post-pandemia, dalla considerazione che oltre alla tragicità della malattia e della morte reale, si è sperimentato che senza una possibilità di espressione, senza la relazione, senza socialità, senza bellezza, le case possono essere le tombe della nostra identità. Una città, un quartiere, l’intero Paese può diventare una tomba; un deserto. Quella uscita dal lungo periodo pandemico è una società convalescente, ancor più fragile e bisognosa di aiuto, disorientata in un vero e proprio “dopoguerra delle emozioni”. Si è avvertita allora come più che mai urgente, la necessità di ritrovare l’originaria forza catartica del teatro, la sua qualità di Pharmacon, rinnovandola nella contemporaneità; risignificando la funzione terapeutica e sociale per cui quest’arte è nata. È apparso fondamentale da un lato ricodificare l’evento performativo, spettacolare come dispositivo di partecipazione e incontro con una comunità o un gruppo sociale, dall’altro rimettere al centro del processo l’artista teatrale come specialista delle emozioni e della relazione, aspetti quanto mai centrali per il superamento del trauma e per la ricomposizione della frattura psicologica, relazionale e sociale che ne è derivata.
diretto da Davide Iodice
con la collaborazione di Aida Talliente e Chiara Alborino
Questo laboratorio è il primo passo per la selezione di un team che affiancherà il regista nella creazione di un’opera teatrale site-specific che debutterà nell’edizione 2026 della Biennale Teatro.
È indetta una selezione per i partecipanti al laboratorio.
Il progetto “L’Enciclopedia delle Emozioni” è un ciclo di laboratori modulari condotti da Davide Iodice che nasce nell’immediato post-pandemia, dalla considerazione che oltre alla tragicità della malattia e della morte reale, si è sperimentato che senza una possibilità di espressione, senza la relazione, senza socialità, senza bellezza, le case possono essere le tombe della nostra identità. Una città, un quartiere, l’intero Paese può diventare una tomba; un deserto. Quella uscita dal lungo periodo pandemico è una società convalescente, ancor più fragile e bisognosa di aiuto, disorientata in un vero e proprio “dopoguerra delle emozioni”. Si è avvertita allora come più che mai urgente, la necessità di ritrovare l’originaria forza catartica del teatro, la sua qualità di Pharmacon, rinnovandola nella contemporaneità; risignificando la funzione terapeutica e sociale per cui quest’arte è nata. È apparso fondamentale da un lato ricodificare l’evento performativo, spettacolare come dispositivo di partecipazione e incontro con una comunità o un gruppo sociale, dall’altro rimettere al centro del processo l’artista teatrale come specialista delle emozioni e della relazione, aspetti quanto mai centrali per il superamento del trauma e per la ricomposizione della frattura psicologica, relazionale e sociale che ne è derivata.
diretto da Davide Iodice
con la collaborazione di Aida Talliente e Chiara Alborino
Questo laboratorio è il primo passo per la selezione di un team che affiancherà il regista nella creazione di un’opera teatrale site-specific che debutterà nell’edizione 2026 della Biennale Teatro.
È indetta una selezione per i partecipanti al laboratorio.
Il progetto “L’Enciclopedia delle Emozioni” è un ciclo di laboratori modulari condotti da Davide Iodice che nasce nell’immediato post-pandemia, dalla considerazione che oltre alla tragicità della malattia e della morte reale, si è sperimentato che senza una possibilità di espressione, senza la relazione, senza socialità, senza bellezza, le case possono essere le tombe della nostra identità. Una città, un quartiere, l’intero Paese può diventare una tomba; un deserto. Quella uscita dal lungo periodo pandemico è una società convalescente, ancor più fragile e bisognosa di aiuto, disorientata in un vero e proprio “dopoguerra delle emozioni”. Si è avvertita allora come più che mai urgente, la necessità di ritrovare l’originaria forza catartica del teatro, la sua qualità di Pharmacon, rinnovandola nella contemporaneità; risignificando la funzione terapeutica e sociale per cui quest’arte è nata. È apparso fondamentale da un lato ricodificare l’evento performativo, spettacolare come dispositivo di partecipazione e incontro con una comunità o un gruppo sociale, dall’altro rimettere al centro del processo l’artista teatrale come specialista delle emozioni e della relazione, aspetti quanto mai centrali per il superamento del trauma e per la ricomposizione della frattura psicologica, relazionale e sociale che ne è derivata.