Porco Mondo

25/11/2022 21:00 - 22:00
Teatro Basilica Roma
Address: Roma

22/26 novembre ore 21.00

27 novembre ore 17.45

Teatro Basilica, Roma

info: www.teatrobasilica.com

Compagnia Bianco Fango

con Aida Talliente e Andrea Trapani

regia di Francesca Macrì

luci Luigi Biondi

responsabile tecnico Massimiliano Chinelli

 

Una donna e un uomo. La notte di Natale. Sono vicini, nella stessa stanza, eppure lontani. Fuori, inesorabile, la neve cade, e nonostante il desiderio di “andare”, di “scappare”, ci si accorge, ad un tratto, che non è più possibile farlo, che si è incapaci, che si è stanchi, che non si saprebbe dove andare. E fuori, inesorabile, la neve continua a cadere e a coprire con il suo candore, tutto il nero del mondo. 

Related upcoming events

  • 27/06/2024 20:00 - 27/06/2024 23:00

    27/ 28/ 29 Giugno  h 20:00 

    DE RERUM NATURA [THERE IS NO PLANET B] – ideazione, adattamento e regia Davide Iodice

    info e prenotazioni: Teatro Grande Scavi : DE RERUM NATURA
[THERE IS NO PLANET B] (vivaticket.it)

    con (in o.a) Aida Talliente, Ilaria Scarano, Carolina Cametti, MariaTeresa Battista, Greta Domenica Esposito, Sergio Del Prete, Wael Habib, Giovanni Trono, Marco Palumbo, Emilio Vacca

    e con la partecipazione straordinaria di ORCHESTRÌA

    [progetto speciale di musica inclusiva dell’associazione FORGAT ODV all’interno della Scuola Elementare del Teatro – 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮, a cura di 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗻𝗮, 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗷𝗼𝗹𝗶]

    scene maschere e pupazzi 𝗧𝗶𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗙𝗮𝗿𝗶𝗼

    costumi 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗲𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼

    luci Loic 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼𝗶𝘀 𝗛𝗮𝗺𝗲𝗹𝗶𝗻

    musiche originali 𝗟𝗶𝗻𝗼 𝗖𝗮𝗻𝗻𝗮𝘃𝗮𝗰𝗰𝗶𝘂𝗼𝗹𝗼

    assistente alla regia 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼

    produzione 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 – 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲

     

    INFO

    Il regista Davide Iodice e il giovane drammaturgo Fabio Pisano tornano a collaborare insieme, dopo il successo di Hospes- Itis, con uno spettacolo liberamente ispirato al De Rerum Natura di Tito Lucrezio Caro prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, in scena per la prima volta nella magnifica cornice del Teatro Grande di Pompei nel corso della settima edizione della rassegna estiva Pompeii Theatrum Mundi.

    Note di regia

    Quello del De Rerum è un tema coltivato già dai tempi dell’Accademia, tra i materiali che il mio maestro Andrea Camilleri mi suggeriva ad ispirazione. E in effetti prima che il teatro decidesse al posto mio, avevo immaginato un futuro, o meglio una fuga dalla mia realtà di marginalità periferica, come etologo, o naturalista, in qualche landa estrema. Ritorna ora come oggettivazione di un sentimento del presente che si è caricato in questi anni pandemici di un terrore di vuoto, di un senso di apocalisse e di rivincita di quella Natura a cui ormai non apparteniamo più, e che ci rigetta per mezzo di un pipistrello o (anche mentre scrivo) di fiumi di fango. I temi del De Rerum, precipitano fragorosamente in questo tempo, e la voce di Lucrezio mi pare sovrapporsi ora a quella di una ragazzina svedese diagnosticata come Asperger, inverarsi nella sua sensibilità dolorosa. La vicenda di Greta, la sua emblematicità, non poteva non intersecare la mia storia personale e la mia progettualità pedagogica che da anni privilegia la disabilità intellettiva indagandone le possibilità. L’immagine portante consegnata a Fabio Pisano per il suo ordito di parole è stata dunque quella del celebre discorso pronunciato all’Onu da Greta Thunberg sull’emergenza climaticaA Greta hanno fatto seguito altre figure nelle cui vicende ho sentito riverberare i temi e le invettive del poeta latino: la giovane attivista italiana che con la sua sincera naivtè e il suo sincero terrore del futuro manda in lacrime i discorsi di un ministro dello Stato; Julia ‘butterfly’ Hill e la sua resistenza anticapitalistica al cinismo distruttivo delle majors, sospesa tra i rami di una sequoia; le anziane e accudenti donne dell’isola di Lesbo e la loro pietas per dei figli di altre madri, di altri paesi; i minatori d’oro africani e i braccianti delle nostre terre infette che ‘sudano sangue’ sfruttati dagli speculatori e muoiono insieme a quelle terre. Sin da subito in questo materiale così eterogeneo, ha fatto capolino un ‘daemon’, uno spirito guida, il correlativo simbolico di questo sentimento di perdita credo, di natura ferita e in dissolvimento, ha fatto capolino un orso polare, uno di quegli orsi polari che alla fine di questo secolo secondo le stime non esisteranno più. Questo lavoro è dedicato alla memoria di una studiosa, un’importante botanica, una persona a me molto cara, strettamente legata a questo luogo: che mi ha insegnato ad amare e per cui ho immaginato sin da subito il progetto. Ma anche, idealmente, con molte scuse e molta ammirazione, alle ragazze e ai ragazzi che animano i tanti movimenti di impegno ecologico, sociale, civico, nei territori più diversi. Al loro grido appassionato e “imperioso”, contro le incoerenze e le ingiustizie, alle loro ‘battaglie’ per il proprio futuro, con la certezza, non poco vacillante in questi tempi di guerra, che <<I movimenti della distruzione non possono prevalere per sempre, non possono seppellire in eterno la vita>>.

    Davide Iodice


    Note al testo
    De Rerum Natura – There is no planet B è un testo che racconta in sei episodi il rapporto tra uomo e natura nel nostro contemporaneo; il titolo è ispirato all’opera didascalica in versi del poeta latino Lucrezio; opera ch’ha rappresentato il punto di partenza intorno cui sviluppare la drammaturgia; sei “libri”, un prologo, un interludio e un epilogo, in cui prevale la forma dialogica, perché è proprio attraverso il dialogo, attraverso la forza rivelatrice del dialogo che ho provato a restituire il Teatro in tutta la sua potenza, in tutta la sua affascinante capacità di turbamento. A raccordare tra loro gli episodi, c’è la voce della Natura, che, mediante l’uso dei versi originali dell’opera di Lucrezio, si rivela quale forza primordiale e motrice di tutte le cose. La drammaturgia è stata poi adattata dal regista, Davide Iodice, che ha composto una partitura per la messa in scena, rielaborando alcune parti del testo e eliminandone altre.

     Fabio Pisano

  • 28/06/2024 20:00 - 28/06/2024 23:00

    27/ 28/ 29 Giugno  h 20:00 

    DE RERUM NATURA [THERE IS NO PLANET B] – ideazione, adattamento e regia Davide Iodice

    info e prenotazioni: Teatro Grande Scavi : DE RERUM NATURA
[THERE IS NO PLANET B] (vivaticket.it)

    con (in o.a) Aida Talliente, Ilaria Scarano, Carolina Cametti, MariaTeresa Battista, Greta Domenica Esposito, Sergio Del Prete, Wael Habib, Giovanni Trono, Marco Palumbo, Emilio Vacca

    e con la partecipazione straordinaria di ORCHESTRÌA

    [progetto speciale di musica inclusiva dell’associazione FORGAT ODV all’interno della Scuola Elementare del Teatro – 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮, a cura di 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗻𝗮, 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗷𝗼𝗹𝗶]

    scene maschere e pupazzi 𝗧𝗶𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗙𝗮𝗿𝗶𝗼

    costumi 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗲𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼

    luci Loic 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼𝗶𝘀 𝗛𝗮𝗺𝗲𝗹𝗶𝗻

    musiche originali 𝗟𝗶𝗻𝗼 𝗖𝗮𝗻𝗻𝗮𝘃𝗮𝗰𝗰𝗶𝘂𝗼𝗹𝗼

    assistente alla regia 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼

    produzione 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 – 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲

     

    INFO

    Il regista Davide Iodice e il giovane drammaturgo Fabio Pisano tornano a collaborare insieme, dopo il successo di Hospes- Itis, con uno spettacolo liberamente ispirato al De Rerum Natura di Tito Lucrezio Caro prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, in scena per la prima volta nella magnifica cornice del Teatro Grande di Pompei nel corso della settima edizione della rassegna estiva Pompeii Theatrum Mundi.

    Note di regia

    Quello del De Rerum è un tema coltivato già dai tempi dell’Accademia, tra i materiali che il mio maestro Andrea Camilleri mi suggeriva ad ispirazione. E in effetti prima che il teatro decidesse al posto mio, avevo immaginato un futuro, o meglio una fuga dalla mia realtà di marginalità periferica, come etologo, o naturalista, in qualche landa estrema. Ritorna ora come oggettivazione di un sentimento del presente che si è caricato in questi anni pandemici di un terrore di vuoto, di un senso di apocalisse e di rivincita di quella Natura a cui ormai non apparteniamo più, e che ci rigetta per mezzo di un pipistrello o (anche mentre scrivo) di fiumi di fango. I temi del De Rerum, precipitano fragorosamente in questo tempo, e la voce di Lucrezio mi pare sovrapporsi ora a quella di una ragazzina svedese diagnosticata come Asperger, inverarsi nella sua sensibilità dolorosa. La vicenda di Greta, la sua emblematicità, non poteva non intersecare la mia storia personale e la mia progettualità pedagogica che da anni privilegia la disabilità intellettiva indagandone le possibilità. L’immagine portante consegnata a Fabio Pisano per il suo ordito di parole è stata dunque quella del celebre discorso pronunciato all’Onu da Greta Thunberg sull’emergenza climaticaA Greta hanno fatto seguito altre figure nelle cui vicende ho sentito riverberare i temi e le invettive del poeta latino: la giovane attivista italiana che con la sua sincera naivtè e il suo sincero terrore del futuro manda in lacrime i discorsi di un ministro dello Stato; Julia ‘butterfly’ Hill e la sua resistenza anticapitalistica al cinismo distruttivo delle majors, sospesa tra i rami di una sequoia; le anziane e accudenti donne dell’isola di Lesbo e la loro pietas per dei figli di altre madri, di altri paesi; i minatori d’oro africani e i braccianti delle nostre terre infette che ‘sudano sangue’ sfruttati dagli speculatori e muoiono insieme a quelle terre. Sin da subito in questo materiale così eterogeneo, ha fatto capolino un ‘daemon’, uno spirito guida, il correlativo simbolico di questo sentimento di perdita credo, di natura ferita e in dissolvimento, ha fatto capolino un orso polare, uno di quegli orsi polari che alla fine di questo secolo secondo le stime non esisteranno più. Questo lavoro è dedicato alla memoria di una studiosa, un’importante botanica, una persona a me molto cara, strettamente legata a questo luogo: che mi ha insegnato ad amare e per cui ho immaginato sin da subito il progetto. Ma anche, idealmente, con molte scuse e molta ammirazione, alle ragazze e ai ragazzi che animano i tanti movimenti di impegno ecologico, sociale, civico, nei territori più diversi. Al loro grido appassionato e “imperioso”, contro le incoerenze e le ingiustizie, alle loro ‘battaglie’ per il proprio futuro, con la certezza, non poco vacillante in questi tempi di guerra, che <<I movimenti della distruzione non possono prevalere per sempre, non possono seppellire in eterno la vita>>.

    Davide Iodice


    Note al testo
    De Rerum Natura – There is no planet B è un testo che racconta in sei episodi il rapporto tra uomo e natura nel nostro contemporaneo; il titolo è ispirato all’opera didascalica in versi del poeta latino Lucrezio; opera ch’ha rappresentato il punto di partenza intorno cui sviluppare la drammaturgia; sei “libri”, un prologo, un interludio e un epilogo, in cui prevale la forma dialogica, perché è proprio attraverso il dialogo, attraverso la forza rivelatrice del dialogo che ho provato a restituire il Teatro in tutta la sua potenza, in tutta la sua affascinante capacità di turbamento. A raccordare tra loro gli episodi, c’è la voce della Natura, che, mediante l’uso dei versi originali dell’opera di Lucrezio, si rivela quale forza primordiale e motrice di tutte le cose. La drammaturgia è stata poi adattata dal regista, Davide Iodice, che ha composto una partitura per la messa in scena, rielaborando alcune parti del testo e eliminandone altre.

     Fabio Pisano

  • 29/06/2024 20:00 - 29/06/2024 23:00

    27/ 28/ 29 Giugno  h 20:00 

    DE RERUM NATURA [THERE IS NO PLANET B] – ideazione, adattamento e regia Davide Iodice

    info e prenotazioni: Teatro Grande Scavi : DE RERUM NATURA
[THERE IS NO PLANET B] (vivaticket.it)

    con (in o.a) Aida Talliente, Ilaria Scarano, Carolina Cametti, MariaTeresa Battista, Greta Domenica Esposito, Sergio Del Prete, Wael Habib, Giovanni Trono, Marco Palumbo, Emilio Vacca

    e con la partecipazione straordinaria di ORCHESTRÌA

    [progetto speciale di musica inclusiva dell’associazione FORGAT ODV all’interno della Scuola Elementare del Teatro – 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮, a cura di 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗻𝗮, 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗷𝗼𝗹𝗶]

    scene maschere e pupazzi 𝗧𝗶𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗙𝗮𝗿𝗶𝗼

    costumi 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗲𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼

    luci Loic 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼𝗶𝘀 𝗛𝗮𝗺𝗲𝗹𝗶𝗻

    musiche originali 𝗟𝗶𝗻𝗼 𝗖𝗮𝗻𝗻𝗮𝘃𝗮𝗰𝗰𝗶𝘂𝗼𝗹𝗼

    assistente alla regia 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼

    produzione 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 – 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲

     

    INFO

    Il regista Davide Iodice e il giovane drammaturgo Fabio Pisano tornano a collaborare insieme, dopo il successo di Hospes- Itis, con uno spettacolo liberamente ispirato al De Rerum Natura di Tito Lucrezio Caro prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, in scena per la prima volta nella magnifica cornice del Teatro Grande di Pompei nel corso della settima edizione della rassegna estiva Pompeii Theatrum Mundi.

    Note di regia

    Quello del De Rerum è un tema coltivato già dai tempi dell’Accademia, tra i materiali che il mio maestro Andrea Camilleri mi suggeriva ad ispirazione. E in effetti prima che il teatro decidesse al posto mio, avevo immaginato un futuro, o meglio una fuga dalla mia realtà di marginalità periferica, come etologo, o naturalista, in qualche landa estrema. Ritorna ora come oggettivazione di un sentimento del presente che si è caricato in questi anni pandemici di un terrore di vuoto, di un senso di apocalisse e di rivincita di quella Natura a cui ormai non apparteniamo più, e che ci rigetta per mezzo di un pipistrello o (anche mentre scrivo) di fiumi di fango. I temi del De Rerum, precipitano fragorosamente in questo tempo, e la voce di Lucrezio mi pare sovrapporsi ora a quella di una ragazzina svedese diagnosticata come Asperger, inverarsi nella sua sensibilità dolorosa. La vicenda di Greta, la sua emblematicità, non poteva non intersecare la mia storia personale e la mia progettualità pedagogica che da anni privilegia la disabilità intellettiva indagandone le possibilità. L’immagine portante consegnata a Fabio Pisano per il suo ordito di parole è stata dunque quella del celebre discorso pronunciato all’Onu da Greta Thunberg sull’emergenza climaticaA Greta hanno fatto seguito altre figure nelle cui vicende ho sentito riverberare i temi e le invettive del poeta latino: la giovane attivista italiana che con la sua sincera naivtè e il suo sincero terrore del futuro manda in lacrime i discorsi di un ministro dello Stato; Julia ‘butterfly’ Hill e la sua resistenza anticapitalistica al cinismo distruttivo delle majors, sospesa tra i rami di una sequoia; le anziane e accudenti donne dell’isola di Lesbo e la loro pietas per dei figli di altre madri, di altri paesi; i minatori d’oro africani e i braccianti delle nostre terre infette che ‘sudano sangue’ sfruttati dagli speculatori e muoiono insieme a quelle terre. Sin da subito in questo materiale così eterogeneo, ha fatto capolino un ‘daemon’, uno spirito guida, il correlativo simbolico di questo sentimento di perdita credo, di natura ferita e in dissolvimento, ha fatto capolino un orso polare, uno di quegli orsi polari che alla fine di questo secolo secondo le stime non esisteranno più. Questo lavoro è dedicato alla memoria di una studiosa, un’importante botanica, una persona a me molto cara, strettamente legata a questo luogo: che mi ha insegnato ad amare e per cui ho immaginato sin da subito il progetto. Ma anche, idealmente, con molte scuse e molta ammirazione, alle ragazze e ai ragazzi che animano i tanti movimenti di impegno ecologico, sociale, civico, nei territori più diversi. Al loro grido appassionato e “imperioso”, contro le incoerenze e le ingiustizie, alle loro ‘battaglie’ per il proprio futuro, con la certezza, non poco vacillante in questi tempi di guerra, che <<I movimenti della distruzione non possono prevalere per sempre, non possono seppellire in eterno la vita>>.

    Davide Iodice


    Note al testo
    De Rerum Natura – There is no planet B è un testo che racconta in sei episodi il rapporto tra uomo e natura nel nostro contemporaneo; il titolo è ispirato all’opera didascalica in versi del poeta latino Lucrezio; opera ch’ha rappresentato il punto di partenza intorno cui sviluppare la drammaturgia; sei “libri”, un prologo, un interludio e un epilogo, in cui prevale la forma dialogica, perché è proprio attraverso il dialogo, attraverso la forza rivelatrice del dialogo che ho provato a restituire il Teatro in tutta la sua potenza, in tutta la sua affascinante capacità di turbamento. A raccordare tra loro gli episodi, c’è la voce della Natura, che, mediante l’uso dei versi originali dell’opera di Lucrezio, si rivela quale forza primordiale e motrice di tutte le cose. La drammaturgia è stata poi adattata dal regista, Davide Iodice, che ha composto una partitura per la messa in scena, rielaborando alcune parti del testo e eliminandone altre.

     Fabio Pisano

  • 29/07/2024 21:00 - 29/07/2024 22:00

    Maçalizi  29/30 luglio ore 21.00 sala Di Toppo Wassermann, via Gemona  (Ud)

    info e prenotazioni: Add New Event ‹ Aida Talliente — WordPress

    di Yasmina Reza

    traduzione/ traduzion William Cisilino e Michele Calligaris
    regia/regjie Fabrizio Arcuri e Rita Maffei
    scene e costumi/ senis e costums Luigina Tusini
    luci/ lûs Alberto Bevilacqua

    con/ cun Fabiano FantiniRita MaffeiMassimo SomaglinoAida Talliente

    una produzione/ une produzion CSS Teatro stabile di innovazione FVG e Mittelfest2022
    con/ cun ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane

    spettacolo in lingua friulana e italiana/ spetacul par furlan e par talian

    Le Dieu du carnage è una commedia della drammaturga francese Yasmina Reza del 2006, pubblicata in Italia col titolo Il dio del massacro e resa celebre nel 2011 dal film Carnage, di Roman Polànski con protagonisti Jodie Foster, John C.Reilly, Christoph Waltz e Kate Winslet.

    Maçalizi è il titolo della sua versione in lingua friulana, tradotta da William Cisilino e Michele Calligaris in occasione della co-produzione per Mittelfest 2022 con la regia a quattro mani di Fabrizio Arcuri e Rita Maffei, affidata all’interpretazione del quartetto di attori composto da Fabiano Fantini, Rita Maffei, Massimo Somaglino, Aida Talliente.

    Maçalizi – Il dio del massacro racconta il confronto/scontro tra due famiglie all’interno di un contesto borghese.

    Due coppie si ritrovano in un normale salotto per appianare la lite violenta tra i rispettivi figli. Presto, questo incontro riappacificatore si trasforma in uno scontro esplosivo.

    La dinamica di tensione crescente che si crea fra i personaggi si rispecchia nell’evoluzione delle parole.
    All’inizio l’italiano maschera, da lingua astratta della convenzione, i sentimenti più autentici e profondi, che emergono via via con il friulano, che finisce così per rivelarsi la lingua degli stati d’animo e istinti più autentici.

    Le buone maniere, la tolleranza, il rispetto dei punti di vista, il politically correct, la stessa moralità, lasciano spazio a sentimenti di pancia e decisamente più maligni e spietati, smascherano “il dio del massacro” che può annidarsi dentro ognuno di noi.

    Il salotto sarà ricreato, al centro, in una teca/gabbia di vetro: gli spettatori siederanno tutti intorno a osservare la scena, come degli studiosi in un teatro anatomico.

    Sulla messa in scena

    “Abbiamo immaginato di trasferire in un’ambientazione nostrana il confronto tra due diverse classi sociali in un interno borghese e lasciar agire questo testo con tutta la sua forza e la sua potenza.
    Una certa ipocrisia che si cela nel perbenismo e dietro a un velo di buon senso esplode e frana sotto i colpi della complessità in cui viviamo.

    Le sfumature necessarie per rapportarsi con i temi che vengono via via suggeriti e affrontati mal sopportano i toni netti che schierano in modo ideologico le due famiglie, incapaci di comprendere le rispettive posizioni.

    A partire dalla preziosa didascalia di Yasmine Reza che recita “un salotto, niente di realistico”, abbiamo allora immaginato una scatola scenica – come fosse una gabbia o un acquario –  per mettere sotto una lente di ingrandimento –  e sotto gli occhi degli spettatori che la circondano –   questo insolito ménage crudele che si lascia scrutare e vivisezionare, una sorta di gabinetto anatomico, o un radiodramma semovente.Anche se a distanza, come spettatori saremo partecipi e costantemente chiamati a prendere una posizione.  E sarà davvero difficile capire da quale parte stare: il torto e la ragione contrattano un valzer dai contorni evanescenti e trovarsi d’accordo con le diverse posizioni che emergono non sarà mai comodo.”
    Fabrizio Arcuri e Rita Maffei, i registi

    spettacolo realizzato in collaborazione tra FESTIL e Teatro Contatto Estate

  • 30/07/2024 21:00 - 30/07/2024 22:00

    Maçalizi  29/30 luglio ore 21.00 sala Di Toppo Wassermann, via Gemona  (Ud)

    info e prenotazioni: Add New Event ‹ Aida Talliente — WordPress

    di Yasmina Reza

    traduzione/ traduzion William Cisilino e Michele Calligaris
    regia/regjie Fabrizio Arcuri e Rita Maffei
    scene e costumi/ senis e costums Luigina Tusini
    luci/ lûs Alberto Bevilacqua

    con/ cun Fabiano FantiniRita MaffeiMassimo SomaglinoAida Talliente

    una produzione/ une produzion CSS Teatro stabile di innovazione FVG e Mittelfest2022
    con/ cun ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane

    spettacolo in lingua friulana e italiana/ spetacul par furlan e par talian

    Le Dieu du carnage è una commedia della drammaturga francese Yasmina Reza del 2006, pubblicata in Italia col titolo Il dio del massacro e resa celebre nel 2011 dal film Carnage, di Roman Polànski con protagonisti Jodie Foster, John C.Reilly, Christoph Waltz e Kate Winslet.

    Maçalizi è il titolo della sua versione in lingua friulana, tradotta da William Cisilino e Michele Calligaris in occasione della co-produzione per Mittelfest 2022 con la regia a quattro mani di Fabrizio Arcuri e Rita Maffei, affidata all’interpretazione del quartetto di attori composto da Fabiano Fantini, Rita Maffei, Massimo Somaglino, Aida Talliente.

    Maçalizi – Il dio del massacro racconta il confronto/scontro tra due famiglie all’interno di un contesto borghese.

    Due coppie si ritrovano in un normale salotto per appianare la lite violenta tra i rispettivi figli. Presto, questo incontro riappacificatore si trasforma in uno scontro esplosivo.

    La dinamica di tensione crescente che si crea fra i personaggi si rispecchia nell’evoluzione delle parole.
    All’inizio l’italiano maschera, da lingua astratta della convenzione, i sentimenti più autentici e profondi, che emergono via via con il friulano, che finisce così per rivelarsi la lingua degli stati d’animo e istinti più autentici.

    Le buone maniere, la tolleranza, il rispetto dei punti di vista, il politically correct, la stessa moralità, lasciano spazio a sentimenti di pancia e decisamente più maligni e spietati, smascherano “il dio del massacro” che può annidarsi dentro ognuno di noi.

    Il salotto sarà ricreato, al centro, in una teca/gabbia di vetro: gli spettatori siederanno tutti intorno a osservare la scena, come degli studiosi in un teatro anatomico.

    Sulla messa in scena

    “Abbiamo immaginato di trasferire in un’ambientazione nostrana il confronto tra due diverse classi sociali in un interno borghese e lasciar agire questo testo con tutta la sua forza e la sua potenza.
    Una certa ipocrisia che si cela nel perbenismo e dietro a un velo di buon senso esplode e frana sotto i colpi della complessità in cui viviamo.

    Le sfumature necessarie per rapportarsi con i temi che vengono via via suggeriti e affrontati mal sopportano i toni netti che schierano in modo ideologico le due famiglie, incapaci di comprendere le rispettive posizioni.

    A partire dalla preziosa didascalia di Yasmine Reza che recita “un salotto, niente di realistico”, abbiamo allora immaginato una scatola scenica – come fosse una gabbia o un acquario –  per mettere sotto una lente di ingrandimento –  e sotto gli occhi degli spettatori che la circondano –   questo insolito ménage crudele che si lascia scrutare e vivisezionare, una sorta di gabinetto anatomico, o un radiodramma semovente.Anche se a distanza, come spettatori saremo partecipi e costantemente chiamati a prendere una posizione.  E sarà davvero difficile capire da quale parte stare: il torto e la ragione contrattano un valzer dai contorni evanescenti e trovarsi d’accordo con le diverse posizioni che emergono non sarà mai comodo.”
    Fabrizio Arcuri e Rita Maffei, i registi

    spettacolo realizzato in collaborazione tra FESTIL e Teatro Contatto Estate