25 APRILE – LA BANDIERA SUL CASTELLO

dal 25 aprile all’1 maggio, la liberazione di Udine. Grazie a Monica Emmanuelli e all’Istituto Friulano per la storia del movimento di Liberazione per avermi coinvolta facendomi con questo bellissimo racconto.
Ora e sempre Resistenza.

Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione25 aprile alle ore 15:00 · 

25 aprile 2020 – Festa della Liberazione online
Aida Talliente legge La bandiera sul Castello di Gino Pieri.
Il racconto è tratto
dal libro di Gino Pieri, Storie di partigiani
(Ed. Del Bianco, Udine 1945)
Raccontiamo la Resistenza

25 aprile 2020: Aida Talliente legge La bandiera sul Castello di Gino Pieri

25 aprile 2020 – Festa della Liberazione onlineAida Talliente legge La bandiera sul Castello di Gino Pieri.Il racconto è trattodal libro di Gino Pieri, Storie di partigiani(Ed. Del Bianco, Udine 1945)Raccontiamo la Resistenza

Pubblicato da Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione su Venerdì 24 aprile 2020

LA FORZA DI ESSERE MIGLIORI

Biblioteca Civica Joppi (Udine), intervista con Massi Boscarol

“Incombe su di noi l’urgenza di essere diversi, di cambiare, di essere migliori nel senso di iniziare davvero ad esistere. Credo che ognuno oggi, avverta dentro di sé un senso di insicurezza, mancanza, disagio, preoccupazione, la cui definizione più appropriata è paura. Paura di cosa? Paura del futuro.”

E siamo giunti quindi al terzo appuntamento con #quarantenadartista: dopo Nicoletta Oscuro e Francesco Bearzatti questa settimana Massi Boscarol ha incontrato Aida Talliente. Il suo libro del momento? “La forza di essere migliori” di Vito Mancuso scrittore e teologo, che naturalmente potete trovare nel catalogo SBHU.

<<La prima cosa che mi accade in questo periodo di isolamento forzato>> racconta l’attrice <<è una grande difficoltà nel concentrarmi e nel godere a pieno dei testi che mi trovo a scorrere. La lettura è un’azione che ha a che fare con una condizione di silenzio interiore, in cui l’animo si dispone per bene all’immaginazione e alla conoscenza attraverso la curiosità e la serenità. Il silenzio che arriva dal conoscere attraverso le pagine dei libri, è ricco, efficace, nutriente e permette di elaborare pensieri e riflessioni che a loro volta producono benessere in noi stessi. Ma poi vi è una seconda fase altrettanto importante, necessaria, ovvero quando queste riflessioni devono poter arrivare agli altri, aprirsi da un silenzio interno, all’ascolto esterno per incontrare l’altro, ed è questo ciò che sta mancando, ora più che mai, nel tempo che stiamo vivendo. Il poter esprimere ciò che stiamo elaborando e la condizione di benessere che deriva da questo, rimane come sospesa, e quel silenzio che in condizioni normali sarebbe positivo, è invece congelato. Da qui la mia difficoltà. Ma ho una grande fortuna; quella di fare un mestiere straordinario, capace di condurre fuori dai problemi quotidiani non con incoscienza ma con altre visioni che in qualche modo sono rivolte sempre ad una collettività e dunque permettono di poter agire, trasformare, restituire in mille forme diverse. Di questo sono consapevole. Posso dunque affermare che, nuovamente, il mio mestiere mi salva. E salva.>>

Tornando al libro di #VitoMancuso, Aida ci confida di averlo scelto in quanto <<riesce ad aprirmi tante finestre di pensiero.>>

“Il futuro ha sempre fatto paura all’umanità. Da lì sono sorti gli incubi della fine del mondo. il futuro però conteneva in sé anche la speranza che qualcosa potesse davvero cambiare in meglio: si spiegano così il messianismo religioso, l’utopia politica, il mito del progresso, nonché il sentimento diffuso che per i figli le prospettive di vita sarebbero state migliori rispetto a quelle dei padri. Oggi, salvo eccezioni, queste proiezioni non ci sono più. il futuro ha perso buona parte della sua carica positiva e con la sua intatta carica negativa fa quasi unicamente paura. Sarà perché la popolazione invecchia, sarà per il graduale venir meno della fede in Dio e nel suo paradiso, sarà per la fine delle ideologie e il conseguente tramonto del “sol dell’avvenir”, sarà per il sempre più rapido mescolamento delle etnie e la conseguente difficoltà a riconoscersi in un determinato popolo e in un determinato territorio, sarà per chissà quali altri motivi, il dato di fatto è l’ansia crescente di molti. A mio avviso la causa principale di questa diffusa paura del futuro è l’impressione generale che nessuno sia in grado di esercitare sulla situazione un controllo degno di questo nome.”

<<Con l’eco che mi lasciano dentro le parole di VM, penso alla paura e a ciò che ora e sempre mi consola: l’essere insieme e torno a ciò che con alcuni colleghi mi succede. Nonostante la separazione avviene l’incontro, l’unione, la partecipazione, il sentire che insieme si può concretizzare qualcosa d’importante e superare questo momento. E’ uno stare insieme che dà forza, che dà senso di protezione di sicurezza, che allevia il dolore, la stanchezza. Un movimento ampio che ci mette d’accordo in tanti e che nasce non solo dall’amore per quello che facciamo ma da un bisogno, da una reale necessità, quella del lavoro che è ciò che più di ogni altra cosa dà senso, equilibrio, direzione all’uomo. Lavoro che significa costruire qualcosa di visibile, qualcosa che resta e la soddisfazione di vedere il frutto del proprio operato. Sempre di più sarà necessario divenire comunità!>>

LA STORIA DI ROSA E DI AIDA

Alcuni amici che lavorano in una radio di Roma (Radio Pisacane), mi chiedono di fare una breve trasmissione dedicata ai bambini con una riflessione su ciò che significa essere partigiano, sulla figura di Rosa Cantoni e sullo spettacolo Sospiro d’Anima che continuiamo a rappresentare dal 2009. E quello spettacolo porta con sé non solo l’incontro con Rosa Cantoni ma anche con altri straordinari compagni di Viaggio che da sempre hanno creduto in questo progetto E loro sono:

David Cej, Luigi Biondi, Massimo Staich, Antonella Lestani, ANPI Udine, Centro d’Accoglienza E. Balducci, Angela Felice, Monica Angrisani, Valter Bertuzzi, Associazione 0432, Istituto friulano per la storia del movimento di Liberazione.

Ecco la trasmissione con la piccola Emma

LE FIABE TRISTI DI AIDA

Cari amici ecco a voi una serie di splendide fiabe per i vostri bambini: LE FIABE TRISTI DI AIDA per i bambini che hanno già visto tutto. Una serie di 5 splendide e tristissime fiabe per i vostri marmocchi, musicate da grandi musicisti.

-LA PICCINA DEI FIAMMIFERI di Andersen (voce Aida Talliente, musiche Marco Colonna, illustrazioni Tommaso Sandri)

– L’INTREPIDO SOLDATINO DI STAGNO di andersen (voce Aida Talliente, musiche Giorgio Pacorig, illustrazioni Tommaso Sandri)

-I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE di Andersen (voce Aida Talliente, composizione musicale mirko Cisilino, realizzazione Mirko Cisilino, LucaMaria Trevisan, Milica Jovanovic, Nadja Perovic, illustrazioni di milica Jovanovic)

-IL PESCATORE E SUA MOGLIE dei fratelli Grimm (voce Aida Talliente, musiche Flavio Zanuttini, illustrazioni Tommaso Sandri)

-WOYZECK versione ITA/DOIC (voce Aida Talliente, musiche David Cej, illustrazioni Tommaso Sandri)

qui di seguito per questa settimana potete trovare

1: I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE

2: IL PESCATORE E SUA MOGLIE

https://www.youtube.com/watch?v=BsBHhiAXJKg&t=2s

UNA SCORTA DI SEMI – LE CITTA’ VUOTE

Le città vuote – Nuova serie di storie tratta da “Racconti di fantascienza” della collezione Urania. Grandi autori come Asimov, Herbert, Bradbury, Dick e tanti altri, ci condurranno in mondi lontani e atmosfere surreali, forse non così lontane poi da ciò che stiamo vivendo. Potrete ascoltare qui di seguito il primo racconto della serie. Tratto da “Una scorta di semi” di Frank Herbert. Voce narrante Aida Talliente, musiche Giorgio Pacorig, disegno Cosimo Miorelli. Buon ascolto.

I BUCHI NERI DI SARAJEVO – BOTTEGA ERRANTE EDIZIONI

Le giornate ora si riempiono di storie, racconti, libri poiché nient’altro è possibile fare. E per gli amici della Bottega Errante Edizioni che lavorano con grande cura su ogni progetto ecco alcune letture tratte da alcuni libri pubblicati in questi anni. Il primo è “I buchi neri di Sarajevo”, una raccolta di racconti personali, vicende realmente accadute, pensieri e ricordi di Bozidar Satanisic

INSURREZIONI

https://youtu.be/7FTFGSShBRM

INSURREZIONI 27 MARZO 2020
Mostra fotografica di Danilo De Marco dedicata a Tito Maniacco.
Oggi doveva inaugurarsi questa bellissima mostra al Make spazio espositivo (Udine) ma purtroppo sarà rimandata chissà a quando. Lo ricordiamo intanto con letture e pensieri

CULTURAVIRALE – L’OCCHIO DEL LUPO –

Un nuovo racconto per la Libreria Friuli e per l’Associazione Get Up.

L’occhio del lupo di Daniel Pennac

La cultura non si ferma, immagina ogni giorno di più, lavora instancabilmente, inventa, riflette, porta bellezza, richiede un tempo per l’ascolto e dunque un tempo per fare silenzio.

DEDICA

AI MIEI CARI COLLEGHI!

DEDICA (con passaggio di corvi) – segue traduzione

a chei ch’a no tornaran plui
parc’ch’a son muarz
a chei ch’a no tornaran plui
e ch’a son vîs
e chei ch’a son tornâz
par murî
o par tornâ a partî

a chei ch’a stan partint vuê
e a chei che incjmò no san lei
o ch’a sgjambirîn
ta panza di lôr mari
ch’a nassaran già vuàrfins
di pari
e lu saran dîs mês adan
fint ch’a varan avonda ans
par dâj il cambio
par continuâ una orenda
tradizion
una strazzaria di afiez
un cori cence radîs
un lavorâ cence intarès
un vegnî vecjus
cence speranza

a gno pâri
ch’al à puartât
fat e disfat valîs
sot duc’ i cìi
fint che la so fuarza era plui granda
dal pês da valîs

a mê mâri
ch’a vaît fasìntlas
spietât glotint il timp
novembre e las lèteras
e cidina à strengjût
vaît spietât strengjût
vaît spietât strengjût
an dopo an
vaît secui
par strengi seconz

a vuaitis amîs duc’
muarz e vîs

a nô ch’j cavilìn
par doi metros di cjera
parc’ ch’j no vin cjera

ch’j lin pal mont
parc’ ch’j no vin lavôr

as nestas vecjas cjasas
pengjas e liseras come un cjant
chi no savin fâ plui

a cheld esideri di libertât
ch’a nu’ vîf denti
encje se nassûz
tra un cîl cussì strent


DEDICA 

A quelli che non torneranno piu’ perche’ sono morti
A quelli che non torneranno piu’ e che son vivi
A quelli che sono tornati per morire
O ripartire.
A quelli che sono tornati oggi.
A quelli che ancora non sanno leggere
E che scalciano nella pancia di loro madre
Che nasceranno gia’ orfani di padre
E lo saranno dieci mesi l’anno
Finche’ avranno abbastanza anni
Per continuare una orrenda tradizione
Uno spreco di affetti
Un correre senza radici
Un lavorare senza interesse
Un invecchiare senza speranza.
A mio padre, che ha fatto, disfatto valigie sotto tutti i cieli
Finche’ la sua forza e’ stata piu’ grande del peso delle valigie.
A mia madre che ha pianto facendole
Aspettando, inghiottendo il tempo
E in silenzio lo stringeva quando tornava.
Pianto, aspettato, abbracciato
Pianto, aspettato, abbracciato
Anno dopo anno
Pianto secoli per stringere secondi.
A voi amici tutti, morti e vivi.
A noi, che litighiamo per due metri di terra
Perche’ non abbiamo terra
Che andiamo per il mondo
Perche’ non abbiamo lavoro.
Alle nostre vecchie case
Solide e leggere come un canto che non sappiamo piu’ fare.
A quel desiderio di liberta’ che ci vive dentro
Anche se nati sotto un cielo cosi stretto.

Leonardo Zanier

AI MIEI CARI COLLEGHI!DEDICA (con passaggio di corvi) – vedi traduzioneA quelli che non torneranno piu' perche' sono mortiA quelli che non torneranno piu' e che son viviA quelli che sono tornati per morireO ripartire.A quelli che sono tornati oggi.A quelli che ancora non sanno leggereE che scalciano nella pancia di loro madreChe nasceranno gia' orfani di padreE lo saranno dieci mesi l'annoFinche' avranno abbastanza anniPer continuare una orrenda tradizioneUno spreco di affettiUn correre senza radiciUn lavorare senza interesseUn invecchiare senza speranza.A mio padre, che ha fatto, disfatto valigie sotto tutti i cieliFinche' la sua forza e' stata piu' grande del peso delle valigie.A mia madre che ha pianto facendoleAspettando, inghiottendo il tempoE in silenzio lo stringeva quando tornava.Pianto, aspettato, abbracciatoPianto, aspettato, abbracciatoAnno dopo annoPianto secoli per stringere secondi.A voi amici tutti, morti e vivi.A noi, che litighiamo per due metri di terra Perche' non abbiamo terraChe andiamo per il mondoPerche' non abbiamo lavoro.Alle nostre vecchie case Solide e leggere come un canto che non sappiamo piu' fare.A quel desiderio di liberta' che ci vive dentroAnche se nati sotto un cielo cosi stretto.Leonardo Zanier

Pubblicato da Aida Talliente su Giovedì 12 marzo 2020

 

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