Le voci – Appunti di una separazione

Giovedì 30 giugno ore 17.00 – 18.00

Laboratorio sulle Voci a cura di Teatro Cà Foscari di Venezia

 

Le Voci

“Appunti di una separazione”

Mi è stato chiesto di pensare ad un percorso che riguardasse un lavoro sulla voce e più che dello strumento in sé, con le sue molteplici e infinite possibilità di suono, quello che ora sento necessario è di ascoltare “la voce”, la propria e quella degli altri per raccontare una storia ma non è detto che debbano essere solo le parole a farlo.  Le parole, lo sappiamo, sono il bene più prezioso che abbiamo perché sono di tutti ma la voce, la “nostra voce”, quella più intima, più profonda, nasce, si forma, cresce e fuoriesce in mille  modi diversi mostrando il nostro sentire: attraverso il suono o l’assenza di suono, attraverso l’immaginario, e l’azione. Ascoltare e trovare la propria voce, ascoltare e comprendere quella degli altri, significa prendersi il tempo di incontrarsi, di dare spazio a ciò che ci attraversa e a ciò che percepiamo, e poi comporlo per esprimere, per comunicare, per “dire”. E infiniti possono essere i modi di “dire”…

Proviamo dunque, ad immaginarci come dei raccoglitori di storie. Proviamo a portare con noi uno strumento che ci permetta di registrare voci, suoni, rumori, silenzi, canti, parole, le nostre e quelle degli altri. Registrare significa accumulare materia che in seguito diventerà memoria, ricordo, una storia da raccontare. Proviamo a fare diventare questo registratore il sostituto di un diario su cui solitamente scriviamo i nostri pensieri, che non sono nient’altro che la nostra voce silenziosa. In questo lavoro, i luoghi e il tempo, diventeranno le nostre pagine e le voci/suoni che desideriamo fermare e portare con noi, diventeranno la nostra scrittura.

In questo periodo tutti abbiamo vissuto una separazione, da qualcuno, da qualcosa. Sappiamo che cos’è quest’esperienza, sappiamo cosa significa, sappiamo cosa ci ha lasciato dentro e cosa accade quando il nostro pensiero torna a ciò che abbiamo vissuto. Tutto questo lo porteremo con noi volenti o nolenti. Su questa base di un vissuto comune, (e dunque insieme ma separatamente), inizia il nostro lavoro di ricerca su 5 temi:  l’isolamento/la separazione,  il dentro/ il fuori,  l’attesa, la morte, la comunità/ l’unione.  Ognuno sarà libero di riflettere su queste parole. Per ogni tema, andremo a raccogliere tutti quei suoni, quei rumori, quelle parole nostre e altrui, le musiche, le situazioni che per noi sono significativi, proprio come fosse il nostro taccuino di appunti. Andremo ad incontrare e ad ascoltare persone raccogliendo i loro pensieri, le paure, le speranze cercando poi di farle raccontare insieme.

Credo che voci straordinarie si alzeranno da questo periodo. Sicuramente, in questo tempo, c’è stato un momento in cui ognuno ha potuto, con la propria sensibilità, elaborare pensieri e riflessioni densi di significato, senza però poterli aprire da un silenzio interno all’ascolto esterno per incontrare l’altro. Questo ci è mancato. Per due mesi tutto il nostro benefico “elaborare” è stato come sospeso, congelato. Questa è stata senza dubbio una delle grandi difficoltà vissute ma accanto, c’è stato anche qualcosa di positivo, di fortemente significativo: il tempo dell’ attesa, in cui ognuno ha dovuto fermarsi,  svuotare e “stare” con sé, cercando di trovare con cura, un equilibrio fisico e mentale.  Proviamo ora a capire cosa ci siamo portati dietro.

I materiali raccolti, verranno poi ascoltati con cura, con attenzione e verranno selezionati per comporre 5 puntate radiofoniche di 15 minuti l’una, ognuna con il suo tema. Il nome del progetto è “Appunti di una separazione”, ovvero come la voce, il “dire”  può tendere dei fili tra l’uno e l’altro nonostante la distanza, il non poter vedere, il non poter toccare.

Questo mi piacerebbe raccontare.

Aida Talliente.

Le voci – Appunti di una separazione

Giovedì 23 giugno ore 17.00 – 18.00

Laboratorio sulle Voci a cura di Teatro Cà Foscari di Venezia

 

Le Voci

“Appunti di una separazione”

Mi è stato chiesto di pensare ad un percorso che riguardasse un lavoro sulla voce e più che dello strumento in sé, con le sue molteplici e infinite possibilità di suono, quello che ora sento necessario è di ascoltare “la voce”, la propria e quella degli altri per raccontare una storia ma non è detto che debbano essere solo le parole a farlo.  Le parole, lo sappiamo, sono il bene più prezioso che abbiamo perché sono di tutti ma la voce, la “nostra voce”, quella più intima, più profonda, nasce, si forma, cresce e fuoriesce in mille  modi diversi mostrando il nostro sentire: attraverso il suono o l’assenza di suono, attraverso l’immaginario, e l’azione. Ascoltare e trovare la propria voce, ascoltare e comprendere quella degli altri, significa prendersi il tempo di incontrarsi, di dare spazio a ciò che ci attraversa e a ciò che percepiamo, e poi comporlo per esprimere, per comunicare, per “dire”. E infiniti possono essere i modi di “dire”…

Proviamo dunque, ad immaginarci come dei raccoglitori di storie. Proviamo a portare con noi uno strumento che ci permetta di registrare voci, suoni, rumori, silenzi, canti, parole, le nostre e quelle degli altri. Registrare significa accumulare materia che in seguito diventerà memoria, ricordo, una storia da raccontare. Proviamo a fare diventare questo registratore il sostituto di un diario su cui solitamente scriviamo i nostri pensieri, che non sono nient’altro che la nostra voce silenziosa. In questo lavoro, i luoghi e il tempo, diventeranno le nostre pagine e le voci/suoni che desideriamo fermare e portare con noi, diventeranno la nostra scrittura.

In questo periodo tutti abbiamo vissuto una separazione, da qualcuno, da qualcosa. Sappiamo che cos’è quest’esperienza, sappiamo cosa significa, sappiamo cosa ci ha lasciato dentro e cosa accade quando il nostro pensiero torna a ciò che abbiamo vissuto. Tutto questo lo porteremo con noi volenti o nolenti. Su questa base di un vissuto comune, (e dunque insieme ma separatamente), inizia il nostro lavoro di ricerca su 5 temi:  l’isolamento/la separazione,  il dentro/ il fuori,  l’attesa, la morte, la comunità/ l’unione.  Ognuno sarà libero di riflettere su queste parole. Per ogni tema, andremo a raccogliere tutti quei suoni, quei rumori, quelle parole nostre e altrui, le musiche, le situazioni che per noi sono significativi, proprio come fosse il nostro taccuino di appunti. Andremo ad incontrare e ad ascoltare persone raccogliendo i loro pensieri, le paure, le speranze cercando poi di farle raccontare insieme.

Credo che voci straordinarie si alzeranno da questo periodo. Sicuramente, in questo tempo, c’è stato un momento in cui ognuno ha potuto, con la propria sensibilità, elaborare pensieri e riflessioni densi di significato, senza però poterli aprire da un silenzio interno all’ascolto esterno per incontrare l’altro. Questo ci è mancato. Per due mesi tutto il nostro benefico “elaborare” è stato come sospeso, congelato. Questa è stata senza dubbio una delle grandi difficoltà vissute ma accanto, c’è stato anche qualcosa di positivo, di fortemente significativo: il tempo dell’ attesa, in cui ognuno ha dovuto fermarsi,  svuotare e “stare” con sé, cercando di trovare con cura, un equilibrio fisico e mentale.  Proviamo ora a capire cosa ci siamo portati dietro.

I materiali raccolti, verranno poi ascoltati con cura, con attenzione e verranno selezionati per comporre 5 puntate radiofoniche di 15 minuti l’una, ognuna con il suo tema. Il nome del progetto è “Appunti di una separazione”, ovvero come la voce, il “dire”  può tendere dei fili tra l’uno e l’altro nonostante la distanza, il non poter vedere, il non poter toccare.

Questo mi piacerebbe raccontare.

Aida Talliente.

Le voci – Appunti di una separazione

Giovedì 16 giugno ore 17.00 – 18.00

Laboratorio sulle Voci a cura di Teatro Cà Foscari di Venezia

 

Le Voci

“Appunti di una separazione”

Mi è stato chiesto di pensare ad un percorso che riguardasse un lavoro sulla voce e più che dello strumento in sé, con le sue molteplici e infinite possibilità di suono, quello che ora sento necessario è di ascoltare “la voce”, la propria e quella degli altri per raccontare una storia ma non è detto che debbano essere solo le parole a farlo.  Le parole, lo sappiamo, sono il bene più prezioso che abbiamo perché sono di tutti ma la voce, la “nostra voce”, quella più intima, più profonda, nasce, si forma, cresce e fuoriesce in mille  modi diversi mostrando il nostro sentire: attraverso il suono o l’assenza di suono, attraverso l’immaginario, e l’azione. Ascoltare e trovare la propria voce, ascoltare e comprendere quella degli altri, significa prendersi il tempo di incontrarsi, di dare spazio a ciò che ci attraversa e a ciò che percepiamo, e poi comporlo per esprimere, per comunicare, per “dire”. E infiniti possono essere i modi di “dire”…

Proviamo dunque, ad immaginarci come dei raccoglitori di storie. Proviamo a portare con noi uno strumento che ci permetta di registrare voci, suoni, rumori, silenzi, canti, parole, le nostre e quelle degli altri. Registrare significa accumulare materia che in seguito diventerà memoria, ricordo, una storia da raccontare. Proviamo a fare diventare questo registratore il sostituto di un diario su cui solitamente scriviamo i nostri pensieri, che non sono nient’altro che la nostra voce silenziosa. In questo lavoro, i luoghi e il tempo, diventeranno le nostre pagine e le voci/suoni che desideriamo fermare e portare con noi, diventeranno la nostra scrittura.

In questo periodo tutti abbiamo vissuto una separazione, da qualcuno, da qualcosa. Sappiamo che cos’è quest’esperienza, sappiamo cosa significa, sappiamo cosa ci ha lasciato dentro e cosa accade quando il nostro pensiero torna a ciò che abbiamo vissuto. Tutto questo lo porteremo con noi volenti o nolenti. Su questa base di un vissuto comune, (e dunque insieme ma separatamente), inizia il nostro lavoro di ricerca su 5 temi:  l’isolamento/la separazione,  il dentro/ il fuori,  l’attesa, la morte, la comunità/ l’unione.  Ognuno sarà libero di riflettere su queste parole. Per ogni tema, andremo a raccogliere tutti quei suoni, quei rumori, quelle parole nostre e altrui, le musiche, le situazioni che per noi sono significativi, proprio come fosse il nostro taccuino di appunti. Andremo ad incontrare e ad ascoltare persone raccogliendo i loro pensieri, le paure, le speranze cercando poi di farle raccontare insieme.

Credo che voci straordinarie si alzeranno da questo periodo. Sicuramente, in questo tempo, c’è stato un momento in cui ognuno ha potuto, con la propria sensibilità, elaborare pensieri e riflessioni densi di significato, senza però poterli aprire da un silenzio interno all’ascolto esterno per incontrare l’altro. Questo ci è mancato. Per due mesi tutto il nostro benefico “elaborare” è stato come sospeso, congelato. Questa è stata senza dubbio una delle grandi difficoltà vissute ma accanto, c’è stato anche qualcosa di positivo, di fortemente significativo: il tempo dell’ attesa, in cui ognuno ha dovuto fermarsi,  svuotare e “stare” con sé, cercando di trovare con cura, un equilibrio fisico e mentale.  Proviamo ora a capire cosa ci siamo portati dietro.

I materiali raccolti, verranno poi ascoltati con cura, con attenzione e verranno selezionati per comporre 5 puntate radiofoniche di 15 minuti l’una, ognuna con il suo tema. Il nome del progetto è “Appunti di una separazione”, ovvero come la voce, il “dire”  può tendere dei fili tra l’uno e l’altro nonostante la distanza, il non poter vedere, il non poter toccare.

Questo mi piacerebbe raccontare.

Aida Talliente.

Le voci – Appunti di una separazione

Giovedì 9 giugno ore 17.00 – 18.00

Laboratorio sulle Voci a cura di Teatro Cà Foscari di Venezia

 

Le Voci

“Appunti di una separazione”

Mi è stato chiesto di pensare ad un percorso che riguardasse un lavoro sulla voce e più che dello strumento in sé, con le sue molteplici e infinite possibilità di suono, quello che ora sento necessario è di ascoltare “la voce”, la propria e quella degli altri per raccontare una storia ma non è detto che debbano essere solo le parole a farlo.  Le parole, lo sappiamo, sono il bene più prezioso che abbiamo perché sono di tutti ma la voce, la “nostra voce”, quella più intima, più profonda, nasce, si forma, cresce e fuoriesce in mille  modi diversi mostrando il nostro sentire: attraverso il suono o l’assenza di suono, attraverso l’immaginario, e l’azione. Ascoltare e trovare la propria voce, ascoltare e comprendere quella degli altri, significa prendersi il tempo di incontrarsi, di dare spazio a ciò che ci attraversa e a ciò che percepiamo, e poi comporlo per esprimere, per comunicare, per “dire”. E infiniti possono essere i modi di “dire”…

Proviamo dunque, ad immaginarci come dei raccoglitori di storie. Proviamo a portare con noi uno strumento che ci permetta di registrare voci, suoni, rumori, silenzi, canti, parole, le nostre e quelle degli altri. Registrare significa accumulare materia che in seguito diventerà memoria, ricordo, una storia da raccontare. Proviamo a fare diventare questo registratore il sostituto di un diario su cui solitamente scriviamo i nostri pensieri, che non sono nient’altro che la nostra voce silenziosa. In questo lavoro, i luoghi e il tempo, diventeranno le nostre pagine e le voci/suoni che desideriamo fermare e portare con noi, diventeranno la nostra scrittura.

In questo periodo tutti abbiamo vissuto una separazione, da qualcuno, da qualcosa. Sappiamo che cos’è quest’esperienza, sappiamo cosa significa, sappiamo cosa ci ha lasciato dentro e cosa accade quando il nostro pensiero torna a ciò che abbiamo vissuto. Tutto questo lo porteremo con noi volenti o nolenti. Su questa base di un vissuto comune, (e dunque insieme ma separatamente), inizia il nostro lavoro di ricerca su 5 temi:  l’isolamento/la separazione,  il dentro/ il fuori,  l’attesa, la morte, la comunità/ l’unione.  Ognuno sarà libero di riflettere su queste parole. Per ogni tema, andremo a raccogliere tutti quei suoni, quei rumori, quelle parole nostre e altrui, le musiche, le situazioni che per noi sono significativi, proprio come fosse il nostro taccuino di appunti. Andremo ad incontrare e ad ascoltare persone raccogliendo i loro pensieri, le paure, le speranze cercando poi di farle raccontare insieme.

Credo che voci straordinarie si alzeranno da questo periodo. Sicuramente, in questo tempo, c’è stato un momento in cui ognuno ha potuto, con la propria sensibilità, elaborare pensieri e riflessioni densi di significato, senza però poterli aprire da un silenzio interno all’ascolto esterno per incontrare l’altro. Questo ci è mancato. Per due mesi tutto il nostro benefico “elaborare” è stato come sospeso, congelato. Questa è stata senza dubbio una delle grandi difficoltà vissute ma accanto, c’è stato anche qualcosa di positivo, di fortemente significativo: il tempo dell’ attesa, in cui ognuno ha dovuto fermarsi,  svuotare e “stare” con sé, cercando di trovare con cura, un equilibrio fisico e mentale.  Proviamo ora a capire cosa ci siamo portati dietro.

I materiali raccolti, verranno poi ascoltati con cura, con attenzione e verranno selezionati per comporre 5 puntate radiofoniche di 15 minuti l’una, ognuna con il suo tema. Il nome del progetto è “Appunti di una separazione”, ovvero come la voce, il “dire”  può tendere dei fili tra l’uno e l’altro nonostante la distanza, il non poter vedere, il non poter toccare.

Questo mi piacerebbe raccontare.

Aida Talliente.

Le voci – Appunti di una separazione

Giovedì 4 giugno ore 17.00 – 18.00

Laboratorio sulle Voci a cura di Teatro Cà Foscari di Venezia

 

Le Voci

“Appunti di una separazione”

Mi è stato chiesto di pensare ad un percorso che riguardasse un lavoro sulla voce e più che dello strumento in sé, con le sue molteplici e infinite possibilità di suono, quello che ora sento necessario è di ascoltare “la voce”, la propria e quella degli altri per raccontare una storia ma non è detto che debbano essere solo le parole a farlo.  Le parole, lo sappiamo, sono il bene più prezioso che abbiamo perché sono di tutti ma la voce, la “nostra voce”, quella più intima, più profonda, nasce, si forma, cresce e fuoriesce in mille  modi diversi mostrando il nostro sentire: attraverso il suono o l’assenza di suono, attraverso l’immaginario, e l’azione. Ascoltare e trovare la propria voce, ascoltare e comprendere quella degli altri, significa prendersi il tempo di incontrarsi, di dare spazio a ciò che ci attraversa e a ciò che percepiamo, e poi comporlo per esprimere, per comunicare, per “dire”. E infiniti possono essere i modi di “dire”…

Proviamo dunque, ad immaginarci come dei raccoglitori di storie. Proviamo a portare con noi uno strumento che ci permetta di registrare voci, suoni, rumori, silenzi, canti, parole, le nostre e quelle degli altri. Registrare significa accumulare materia che in seguito diventerà memoria, ricordo, una storia da raccontare. Proviamo a fare diventare questo registratore il sostituto di un diario su cui solitamente scriviamo i nostri pensieri, che non sono nient’altro che la nostra voce silenziosa. In questo lavoro, i luoghi e il tempo, diventeranno le nostre pagine e le voci/suoni che desideriamo fermare e portare con noi, diventeranno la nostra scrittura.

In questo periodo tutti abbiamo vissuto una separazione, da qualcuno, da qualcosa. Sappiamo che cos’è quest’esperienza, sappiamo cosa significa, sappiamo cosa ci ha lasciato dentro e cosa accade quando il nostro pensiero torna a ciò che abbiamo vissuto. Tutto questo lo porteremo con noi volenti o nolenti. Su questa base di un vissuto comune, (e dunque insieme ma separatamente), inizia il nostro lavoro di ricerca su 5 temi:  l’isolamento/la separazione,  il dentro/ il fuori,  l’attesa, la morte, la comunità/ l’unione.  Ognuno sarà libero di riflettere su queste parole. Per ogni tema, andremo a raccogliere tutti quei suoni, quei rumori, quelle parole nostre e altrui, le musiche, le situazioni che per noi sono significativi, proprio come fosse il nostro taccuino di appunti. Andremo ad incontrare e ad ascoltare persone raccogliendo i loro pensieri, le paure, le speranze cercando poi di farle raccontare insieme.

Credo che voci straordinarie si alzeranno da questo periodo. Sicuramente, in questo tempo, c’è stato un momento in cui ognuno ha potuto, con la propria sensibilità, elaborare pensieri e riflessioni densi di significato, senza però poterli aprire da un silenzio interno all’ascolto esterno per incontrare l’altro. Questo ci è mancato. Per due mesi tutto il nostro benefico “elaborare” è stato come sospeso, congelato. Questa è stata senza dubbio una delle grandi difficoltà vissute ma accanto, c’è stato anche qualcosa di positivo, di fortemente significativo: il tempo dell’ attesa, in cui ognuno ha dovuto fermarsi,  svuotare e “stare” con sé, cercando di trovare con cura, un equilibrio fisico e mentale.  Proviamo ora a capire cosa ci siamo portati dietro.

I materiali raccolti, verranno poi ascoltati con cura, con attenzione e verranno selezionati per comporre 5 puntate radiofoniche di 15 minuti l’una, ognuna con il suo tema. Il nome del progetto è “Appunti di una separazione”, ovvero come la voce, il “dire”  può tendere dei fili tra l’uno e l’altro nonostante la distanza, il non poter vedere, il non poter toccare.

Questo mi piacerebbe raccontare.

Aida Talliente.

Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.