NOI NON RIPOSEREMO MAI

NOI NON RIPOSEREMO MAI

Che accidenti può fare un poeta in una città di bersaglio per anni e anni? Vivere, prima di tutto, e di questo gli è grato il mondo: un poeta in meno da piangere, ma poi scrivere perché il resistere non sia solo il residuo di una tenacia ma la materia prima del canto. I poeti possono così salvare il dolore, il loro e l’altrui, impedirgli di aggiungersi alle macerie. Quando più aspra è la necessità, penuria, freddo, lutto, pericolo, più di un generale serve un poeta. Se un frammento, una scheggia di pena entra in un libro, tutto il dolore non è stato solamente spreco. Il posto del poeta è in una città fucilata più che sotto un balcone a suggerire frasi a un innamorato. Chi ha vegliato durante le notti per impedire l’arresto del cuore del mondo? I poeti, i pittori, i suonatori e tutti i saltimbanchi dallo spirito indomito di un popolo. I viveri diventavano le serate di musica e il rossetto sulla bocca delle donne affamate.

La cosa più importante quando cominciammo a scrivere, non era tanto creare versi quanto nei versi riabilitare l’amore. Su tutto quanto ci circondava aleggiava l’ombra della guerra passata. Dovevamo per noi stessi e per la gente intorno a noi riscoprire la bellezza delle mattinate d’inverno e il valore di un sorriso dal finestrino del treno. Dovevamo riabilitare tutte le parole dell’uomo perché da coltello fino ad erba tutte erano macchiate di sangue. Scrivere una poesia era la stessa cosa che piantare una betulla in un parco a venire o mettere un campanello ad una porta (…)»

Izet Sarajlic – “Lettere fraterne” – Dante e Descartes 2007  

disegno di  Cosimo Miorelli

 

AI MIEI "COLLEGHI"…ogni volta che dico "collega", Francesco Villano rabbrividisce….Ciao a tutti miei cari! Spero di rivedervi presto.E buona festa della donna a tutte.(video numero 1)Ocio!…ho detto video numero 1!…..

Pubblicato da Aida Talliente su Domenica 8 marzo 2020

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