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  • Genesi
    15:30 -17:00
    18/10/2026

    Pordenone

    Pordenone

     

    18 ottobre ore 15.30, Duomo di S. Marco, Pordenone

    Musica di Renato Miani

    testi di angelo Floramo

     Fabiana Noro direzione
    Matteo Andri e Ferdinando Mussutto  pianoforte
    Aida Talliente  voce narrante
    Elsa Martin  canto

    produzione Coro polifonico di Ruda

    Un viaggio musicale tra memoria, storia e identità del Friuli Venezia Giulia, per dare voce alle donne e riflettere sul tema della violenza di genere.
    Il Coro Polifonico di Ruda presenta per la prima volta “Genesi”, opera del compositore Renato Miani, su testi di Angelo Floramo, nata dal desiderio di valorizzare il patrimonio culturale della nostra regione attraverso la musica.
    Un progetto che intreccia le vicende di Aquileia, Cividale e Palmanova, tre città patrimonio UNESCO, raccontando le storie di figure femminili che hanno lasciato un segno nel territorio.
    Un incontro tra tradizione e innovazione, dove le radici del passato prendono nuova vita attraverso il canto corale, la musica e la narrazione.
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  • I Turcs tal Friùl
    20:45 -22:00
    20/10/2026

    Cervignano

    Cervignano

    20 ottobre ore 20.45
    Cervignano del Friuli (UD), Teatro Pasolini
    21 ottobre ore 20.45
    Casarsa della Delizia (PN), Teatro Pasolini
    22 ottobre ore 20.45
    Gemona del Friuli (UD), Teatro Sociale

    La replica di Casarsa della Delizia è presentata fuori abbonamento. I biglietti per le date di Casarsa e Gemona sono disponibili su ertfvg.it. Per informazioni: biglietteria ERT, 0432 224246, biglietteria@ertfvg.it. Per la replica di Cervignano del Friuli, biglietti e informazioni sono disponibili su teatropasolini.it, al numero 0431 370216 o scrivendo a info@teatropasolini.it

     

    Pier Paolo Pasolini
    drammaturgia, regia, scene, suoni, luci e costumi Alessandro Serra
    interpreti
    Valerio Ameli, Aurora Cimino, Erika Cordisco, Salvo Drago, Diamara Ferrero, Noemi Grasso, Alessandro Maione, Chiara Michelini, Felice Montervino, Francesca Pica, Valerio Pietrovita, Mirko Soldano, Aida Talliente
    e
    voci e canti Bruno de Franceschi
    assistente ai canti Noemi Grasso
    movimenti di scena Chiara Michelini
    collaborazione ai costumi Francesca Novati
    direttori di scena e macchinisti Alberto Antonel e Luca Berettoni
    tecnico del suono Alessandro Orrù
    datore luci Francesco Peruzzi
    produzione
    la produzione è parte del progetto di Cinemazero I Turcs tal Friùl 1976-2026: 50 anni dopo il terremoto
    a cura di Luca Giuliani e Roberto Calabretto
    produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia,
    con Teatri Stabil Furlan, Teatro Nuovo Giovanni da Udine 
    con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Confindustria Udine e di Banca 360 FVGcon il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine
    in collaborazione con Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia, ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Casarsa della Delizia e Gemona del Friuli, Associazione Icaro Volontariato Giustizia ODV
    si ringrazia per la collaborazione il Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume (HNK Ivana pl.Zajca u Rijeci)spettacolo in friulano con sovratitoli 
    I Turcs è una tragedia.
    Per scriverla il giovane Pasolini si rifà alla più antica opera teatrale dell’occidente: I Persiani di Eschilo.
    La compone in una lingua appresa da adulto, ascoltando i contadini, vocabolario alla mano.
    Non è un testo fonetico ma poetico e perciò, in qualche modo, musicale.
    Ogni nuova messa in scena ha il dovere di inventare una sonorità che si emancipi da un consolatorio vernacolare.
    Pasolini vive i suoi vent’anni in un paese di fascisti occupato da nazisti: cosa fare?
    Attendere pregando in chiesa o agire tra i boschi in montagna?
    Deciderà di restare mentre suo fratello, più piccolo, andrà partigiano e dagli altri partigiani verrà ucciso.
    Nei Turcs Pauli rimane, mentre il fratello minore, Meni, va in contro alla morte:
    tornerà cadavere in una scena perfettamente tragica.
    C’è la polis nei Turcs: la sacralità del paese riunito attorno alla chiesetta, succedaneo dell’altare di Dioniso posto al centro dell’orchestra.
    C’è l’orrore dell’invasore che distrugge, violenta e rende schiavi.
    C’è la musica nei Turcs, sacra e cattolica, presente in tutta l’opera. Ma è dal suo interno che si sprigionerà il canto ottomano del coro dei turchi a cui Pasolini dedica i versi più lirici.
    C’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace, il giorno dopo il terremoto, di numerare le pietre e cominciare a ricostruire.

    La stessa bestemmia intonata da Meni a cui nel finale farà eco Pauli che, di fronte al cadavere del fratello, con l’ultimo fiato del suo povero petto cristiano, bestemmierà la Madonna.
    Sarà questa Bestemmia a generare il vento spaventoso che fermerà i Turchi.
    Al prete non resterà che dire: Amen.
    Alessandro Serra
  • I Turcs tal Friùl
    20:45 -22:00
    20/10/2026

    Cervignano

    Cervignano

    20 ottobre ore 20.45
    Cervignano del Friuli (UD), Teatro Pasolini
    21 ottobre ore 20.45
    Casarsa della Delizia (PN), Teatro Pasolini
    22 ottobre ore 20.45
    Gemona del Friuli (UD), Teatro Sociale

    La replica di Casarsa della Delizia è presentata fuori abbonamento. I biglietti per le date di Casarsa e Gemona sono disponibili su ertfvg.it. Per informazioni: biglietteria ERT, 0432 224246, biglietteria@ertfvg.it. Per la replica di Cervignano del Friuli, biglietti e informazioni sono disponibili su teatropasolini.it, al numero 0431 370216 o scrivendo a info@teatropasolini.it.

     

    Pier Paolo Pasolini
    drammaturgia, regia, scene, suoni, luci e costumi Alessandro Serra
    interpreti
    Valerio Ameli, Aurora Cimino, Erika Cordisco, Salvo Drago, Diamara Ferrero, Noemi Grasso, Alessandro Maione, Chiara Michelini, Felice Montervino, Francesca Pica, Valerio Pietrovita, Mirko Soldano, Aida Talliente
    e
    voci e canti Bruno de Franceschi
    assistente ai canti Noemi Grasso
    movimenti di scena Chiara Michelini
    collaborazione ai costumi Francesca Novati
    direttori di scena e macchinisti Alberto Antonel e Luca Berettoni
    tecnico del suono Alessandro Orrù
    datore luci Francesco Peruzzi
    produzione
    la produzione è parte del progetto di Cinemazero I Turcs tal Friùl 1976-2026: 50 anni dopo il terremoto
    a cura di Luca Giuliani e Roberto Calabretto
    produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia,
    con Teatri Stabil Furlan, Teatro Nuovo Giovanni da Udine 
    con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Confindustria Udine e di Banca 360 FVGcon il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine
    in collaborazione con Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia, ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Casarsa della Delizia e Gemona del Friuli, Associazione Icaro Volontariato Giustizia ODV
    si ringrazia per la collaborazione il Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume (HNK Ivana pl.Zajca u Rijeci)spettacolo in friulano con sovratitoli 
    I Turcs è una tragedia.
    Per scriverla il giovane Pasolini si rifà alla più antica opera teatrale dell’occidente: I Persiani di Eschilo.
    La compone in una lingua appresa da adulto, ascoltando i contadini, vocabolario alla mano.
    Non è un testo fonetico ma poetico e perciò, in qualche modo, musicale.
    Ogni nuova messa in scena ha il dovere di inventare una sonorità che si emancipi da un consolatorio vernacolare.
    Pasolini vive i suoi vent’anni in un paese di fascisti occupato da nazisti: cosa fare?
    Attendere pregando in chiesa o agire tra i boschi in montagna?
    Deciderà di restare mentre suo fratello, più piccolo, andrà partigiano e dagli altri partigiani verrà ucciso.
    Nei Turcs Pauli rimane, mentre il fratello minore, Meni, va in contro alla morte:
    tornerà cadavere in una scena perfettamente tragica.
    C’è la polis nei Turcs: la sacralità del paese riunito attorno alla chiesetta, succedaneo dell’altare di Dioniso posto al centro dell’orchestra.
    C’è l’orrore dell’invasore che distrugge, violenta e rende schiavi.
    C’è la musica nei Turcs, sacra e cattolica, presente in tutta l’opera. Ma è dal suo interno che si sprigionerà il canto ottomano del coro dei turchi a cui Pasolini dedica i versi più lirici.
    C’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace, il giorno dopo il terremoto, di numerare le pietre e cominciare a ricostruire.

    La stessa bestemmia intonata da Meni a cui nel finale farà eco Pauli che, di fronte al cadavere del fratello, con l’ultimo fiato del suo povero petto cristiano, bestemmierà la Madonna.
    Sarà questa Bestemmia a generare il vento spaventoso che fermerà i Turchi.
    Al prete non resterà che dire: Amen.
    Alessandro Serra
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  • I Turcs tal Friùl
    20:45 -22:00
    21/10/2026

    Casarsa della delizia

    Casarsa della delizia

    20 ottobre ore 20.45
    Cervignano del Friuli (UD), Teatro Pasolini
    21 ottobre ore 20.45
    Casarsa della Delizia (PN), Teatro Pasolini
    22 ottobre ore 20.45
    Gemona del Friuli (UD), Teatro Sociale

    La replica di Casarsa della Delizia è presentata fuori abbonamento. I biglietti per le date di Casarsa e Gemona sono disponibili su ertfvg.it. Per informazioni: biglietteria ERT, 0432 224246, biglietteria@ertfvg.it. Per la replica di Cervignano del Friuli, biglietti e informazioni sono disponibili su teatropasolini.it, al numero 0431 370216 o scrivendo a info@teatropasolini.it

     

    Pier Paolo Pasolini
    drammaturgia, regia, scene, suoni, luci e costumi Alessandro Serra
    interpreti
    Valerio Ameli, Aurora Cimino, Erika Cordisco, Salvo Drago, Diamara Ferrero, Noemi Grasso, Alessandro Maione, Chiara Michelini, Felice Montervino, Francesca Pica, Valerio Pietrovita, Mirko Soldano, Aida Talliente
    e
    voci e canti Bruno de Franceschi
    assistente ai canti Noemi Grasso
    movimenti di scena Chiara Michelini
    collaborazione ai costumi Francesca Novati
    direttori di scena e macchinisti Alberto Antonel e Luca Berettoni
    tecnico del suono Alessandro Orrù
    datore luci Francesco Peruzzi
    produzione
    la produzione è parte del progetto di Cinemazero I Turcs tal Friùl 1976-2026: 50 anni dopo il terremoto
    a cura di Luca Giuliani e Roberto Calabretto
    produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia,
    con Teatri Stabil Furlan, Teatro Nuovo Giovanni da Udine 
    con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Confindustria Udine e di Banca 360 FVGcon il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine
    in collaborazione con Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia, ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Casarsa della Delizia e Gemona del Friuli, Associazione Icaro Volontariato Giustizia ODV
    si ringrazia per la collaborazione il Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume (HNK Ivana pl.Zajca u Rijeci)spettacolo in friulano con sovratitoli 
    I Turcs è una tragedia.
    Per scriverla il giovane Pasolini si rifà alla più antica opera teatrale dell’occidente: I Persiani di Eschilo.
    La compone in una lingua appresa da adulto, ascoltando i contadini, vocabolario alla mano.
    Non è un testo fonetico ma poetico e perciò, in qualche modo, musicale.
    Ogni nuova messa in scena ha il dovere di inventare una sonorità che si emancipi da un consolatorio vernacolare.
    Pasolini vive i suoi vent’anni in un paese di fascisti occupato da nazisti: cosa fare?
    Attendere pregando in chiesa o agire tra i boschi in montagna?
    Deciderà di restare mentre suo fratello, più piccolo, andrà partigiano e dagli altri partigiani verrà ucciso.
    Nei Turcs Pauli rimane, mentre il fratello minore, Meni, va in contro alla morte:
    tornerà cadavere in una scena perfettamente tragica.
    C’è la polis nei Turcs: la sacralità del paese riunito attorno alla chiesetta, succedaneo dell’altare di Dioniso posto al centro dell’orchestra.
    C’è l’orrore dell’invasore che distrugge, violenta e rende schiavi.
    C’è la musica nei Turcs, sacra e cattolica, presente in tutta l’opera. Ma è dal suo interno che si sprigionerà il canto ottomano del coro dei turchi a cui Pasolini dedica i versi più lirici.
    C’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace, il giorno dopo il terremoto, di numerare le pietre e cominciare a ricostruire.

    La stessa bestemmia intonata da Meni a cui nel finale farà eco Pauli che, di fronte al cadavere del fratello, con l’ultimo fiato del suo povero petto cristiano, bestemmierà la Madonna.
    Sarà questa Bestemmia a generare il vento spaventoso che fermerà i Turchi.
    Al prete non resterà che dire: Amen.
    Alessandro Serra
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  • I Turcs tal Friùl
    22:00
    22/10/2026

    Gemona del Friuli

    Gemona del Friuli

    20 ottobre ore 20.45
    Cervignano del Friuli (UD), Teatro Pasolini
    21 ottobre ore 20.45
    Casarsa della Delizia (PN), Teatro Pasolini
    22 ottobre ore 20.45
    Gemona del Friuli (UD), Teatro Sociale

    La replica di Casarsa della Delizia è presentata fuori abbonamento. I biglietti per le date di Casarsa e Gemona sono disponibili su ertfvg.it. Per informazioni: biglietteria ERT, 0432 224246, biglietteria@ertfvg.it. Per la replica di Cervignano del Friuli, biglietti e informazioni sono disponibili su teatropasolini.it, al numero 0431 370216 o scrivendo a info@teatropasolini.it

     

    Pier Paolo Pasolini
    drammaturgia, regia, scene, suoni, luci e costumi Alessandro Serra
    interpreti
    Valerio Ameli, Aurora Cimino, Erika Cordisco, Salvo Drago, Diamara Ferrero, Noemi Grasso, Alessandro Maione, Chiara Michelini, Felice Montervino, Francesca Pica, Valerio Pietrovita, Mirko Soldano, Aida Talliente
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    voci e canti Bruno de Franceschi
    assistente ai canti Noemi Grasso
    movimenti di scena Chiara Michelini
    collaborazione ai costumi Francesca Novati
    direttori di scena e macchinisti Alberto Antonel e Luca Berettoni
    tecnico del suono Alessandro Orrù
    datore luci Francesco Peruzzi
    produzione
    la produzione è parte del progetto di Cinemazero I Turcs tal Friùl 1976-2026: 50 anni dopo il terremoto
    a cura di Luca Giuliani e Roberto Calabretto
    produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia,
    con Teatri Stabil Furlan, Teatro Nuovo Giovanni da Udine 
    con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Confindustria Udine e di Banca 360 FVGcon il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine
    in collaborazione con Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia, ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, i Comuni di Casarsa della Delizia e Gemona del Friuli, Associazione Icaro Volontariato Giustizia ODV
    si ringrazia per la collaborazione il Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume (HNK Ivana pl.Zajca u Rijeci)spettacolo in friulano con sovratitoli 
    I Turcs è una tragedia.
    Per scriverla il giovane Pasolini si rifà alla più antica opera teatrale dell’occidente: I Persiani di Eschilo.
    La compone in una lingua appresa da adulto, ascoltando i contadini, vocabolario alla mano.
    Non è un testo fonetico ma poetico e perciò, in qualche modo, musicale.
    Ogni nuova messa in scena ha il dovere di inventare una sonorità che si emancipi da un consolatorio vernacolare.
    Pasolini vive i suoi vent’anni in un paese di fascisti occupato da nazisti: cosa fare?
    Attendere pregando in chiesa o agire tra i boschi in montagna?
    Deciderà di restare mentre suo fratello, più piccolo, andrà partigiano e dagli altri partigiani verrà ucciso.
    Nei Turcs Pauli rimane, mentre il fratello minore, Meni, va in contro alla morte:
    tornerà cadavere in una scena perfettamente tragica.
    C’è la polis nei Turcs: la sacralità del paese riunito attorno alla chiesetta, succedaneo dell’altare di Dioniso posto al centro dell’orchestra.
    C’è l’orrore dell’invasore che distrugge, violenta e rende schiavi.
    C’è la musica nei Turcs, sacra e cattolica, presente in tutta l’opera. Ma è dal suo interno che si sprigionerà il canto ottomano del coro dei turchi a cui Pasolini dedica i versi più lirici.
    C’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace, il giorno dopo il terremoto, di numerare le pietre e cominciare a ricostruire.

    La stessa bestemmia intonata da Meni a cui nel finale farà eco Pauli che, di fronte al cadavere del fratello, con l’ultimo fiato del suo povero petto cristiano, bestemmierà la Madonna.
    Sarà questa Bestemmia a generare il vento spaventoso che fermerà i Turchi.
    Al prete non resterà che dire: Amen.
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